10/04/17

avrai la risposta.

Fare rete?

 

Attivare la rete su iniziative specifiche

La rete, come detto, dovrebbe essere capace di reagire e attivarsi su determinati obiettivi, in modo che la battaglia di un singolo nodo possa diventare la battaglia di più nodi se non della rete intera.

L’attivazione della rete può nascere dalla circolazione di un informazione. Ad esempio qualcuno potrebbe mettere in rete la proposta di una campagna su un determinato tema e attorno a questa campagna potrebbero aggregarsi

diversi gruppi. Ipotesi ancora più semplice potrebbe essere la messa in rete di una petizione su cui i vari gruppi possono attivarsi.

Oppure pensiamo all’ipotesi di una determinata proposta di legge regionale di interesse del mondo dell’associazionismo in quanto tale, o anche di un singolo suo settore (una legge su temi sanitari, sull’immigrazione…), poniamo che questa proposta sia ferma nei cassetti da mesi: un’organizzazione che venga a conoscenza di questo problema può mettere in rete la proposta di unirsi in una mobilitazione di pressione sugli organi competenti. A questa proposta diversi nodi della rete possono “reagire” aderendo, e da qui si svilupperanno strategie di azione di vario tipo: il gruppo proponente potrebbe già dare una linea di azione precisa che gli aderenti possono adottare, oppure può solo lanciare l’ipotesi di un appuntamento per incontrarsi ed elaborare la strategia assieme.

Far sì che le battaglie di uno o pochi gruppi diventino battaglie del movimento è uno degli obiettivi più importanti che la rete dovrebbe porsi, con modalità tutte da inventare e sperimentare sul campo.

La società complessa e globalizzata pone problematiche sempre nuove ad un ritmo vorticoso. E’ impossibile mobilitarsi su tutto ciò che lo richiederebbe, ma sarebbe  possibile raggruppare più forze attorno alle mobilitazioni attivabili. La società in cui viviamo ci dice che non è più possibile affrontare i problemi con lunghi dibattiti e con lunghe discussioni sulle modalità di intervento; occorre invece essere reattivi e sempre pronti all’azione. Molti ritengono che un limite del volontariato e dell’associazionismo sia proprio la mancanza di reattività, la lentezza nel prendere decisioni e nell’intervenire: questo può essere vero se ogni singola associazione deve farsi da sola il percorso di informazione, di analisi, di progettazione dell’intervento, di reperimento delle forze, di attivazione delle risorse. Ma è proprio su questi limiti che la rete deve intervenire e può creare soluzioni, mettendo in comune le risorse, le energie, le informazioni.

 

Fare Impresa Sociale

Possono conseguire il titolo di impresa sociale, ai sensi dell’art.1 del d.lgs.155/2006:

« le organizzazioni private, ivi comprese gli enti di cui al libro V del codice civile, che esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale. »

L’impresa sociale deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere costituita con un atto pubblico.
  • avere una struttura democratica.
  • destinare utili e avanzi di gestione allo svolgimento dell’attività statutaria o ad incremento del patrimonio, e pertanto non distribuirli, neanche indirettamente.
  • tenere libro giornale e inventario.
  • redigere e depositare presso il registro delle imprese un documento che rappresenti lo stato patrimoniale e finanziario dell’impresa.
  • redigere il bilancio sociale.
  • coinvolgere lavoratori e destinatari delle attività nella gestione.
  • avere la maggioranza degli amministratori soci

Possono quindi acquisire la qualifica:

Le imprese sociali devono comunque mantenere finalità di interesse generale che vengono favorite dal legislatore sul piano civilistico con la possibilità di potersi organizzare in qualsiasi forma di organizzazione privata e con qualsiasi tipo societario con la possibilità di formare anche un gruppo. L’importante è che questo tipo di impresa non abbia mai come fine ultimo o principale lo scopo di lucro.

Non possono essere considerate imprese sociali le amministrazioni pubbliche o quelle che erogano servizi e beni solo in favore dei soci.